Contanti in casa, ecco a quanto ammonta la cifra che non devi mai superare per non avere guai con il Fisco: il limite da tenere bene a mente.
In un mondo sempre più tecnologico, ormai la maggior parte dei consumatori fa a meno di utilizzare una grande quantità di contanti, tranne che in situazioni di emergenza; tra carta e pagamento in app con smartphone, ormai è molto più facile evitare di mettere mano al portafogli, soprattutto perché lo stipendio viene accreditato direttamente sul conto.
Qualche mese fa, un rapporto della Banca Centrale Europea ha comunque consigliato di tenere qualche banconota in casa per eventuali situazioni di emergenza, ma si tratta appunto di cifre minime, che possono dare sicurezza in caso di eventi particolari ma che non rappresentano di certo il nostro intero patrimonio.
Tra l’altro, avere delle grosse quantità di denaro in casa potrebbe portare problemi con il Fisco: altro che deposito di Zio Paperone, ecco il limite consentito per i contanti in casa dalla legge, non deve essere assolutamente superato.
La normativa fiscale italiana è molto chiara riguardo a quanti contanti può conservare in casa ogni cittadino: il limite stabilito è molto preciso e non può essere superato, altrimenti si rischiano una serie di problemi con il Fisco e con la legge.
Ad esempio, come ricorda il sito consorzioaci.it, l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli sulle dichiarazioni dei redditi e disporre controlli in casa per accertare eventuali incongruenze; il controllo sul contante è fondamentale per capire la provenienza del denaro, soprattutto quando si parla di importi significativi.
Avere grosse somme in contanti e non saperle giustificare potrebbe essere sinonimo di qualche attività illecita non tracciata: è proprio per prevenire questi fenomeni che il Fisco è così attento sui contanti, a differenza invece dei pagamenti tracciabili (assegni, online e così via) che possono essere facilmente ricostruiti.
Al momento, il limite per i pagamenti in contante è fissato a 1.000 euro: qualsiasi pagamento che supera questa cifra è consentito solamente tramite mezzi tracciabili, che siano bonifici, carte di credito o assegni. In caso contrario, possono scattare sanzioni amministrative che vanno dal 10% al 40% dell’importo non dichiarato, oltre ad eventuali interessi e oneri accessori.
Per evitare spiacevoli sorprese, dunque, è necessario essere al corrente che ogni somma in contante deve essere giustificabile, oltre al fatto che, per importi da 1000 euro e superiori, è necessario utilizzare altri metodi.
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